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venerdì 5 giugno 2020

Esempi di dialoghi

Luciano di Samosata, I dialoghi dei morti
Giordano Bruno, I dialoghi
Galileo Galilei, Dialogo sopra i  due massimi sistemi
Giacomo Leopardi, Le operette morali
Cesare Pavese, Dialoghi con Leucò
J.M. Jauch, Sulla realtà dei quanti, Un dialogo galileiano
Francesco Guccini, Don Chisciotte

Platone, Socrate e Ulisse

Achille e Ulisse: chi è il migliore?  (nell'Ippia minore di Platone)




venerdì 22 maggio 2020

La filosofia della tecnica


Amazon.it: Filosofia della tecnica. - Federico Dessauer - Libri



Uno dei primi testi che in Italia parlano esplicitamente di Filosofia della tecnica è la traduzione del saggio di Federico Dassauer , edito a Francoforte nel 1926, e pubblicata dalla Morcelliana di Brescia nel 1933. Al di là delle considerazioni che oggi potrebbero essere giudicate superate e perfino ingenue, è importante notare come il libro, tradotto da Mario Bendiscioli, sia introdotto da una prefazione di Arturo Danusso, professore di scienza delle costruzioni nel Regio Politecnico di Milano. Elogiando il mussoliniano “esperimento corporativo integrale” l’ingegner Danusso guarda con ottimismo alla figura dell’uomo integrale e concreto, in contrasto con quella espressa “da un secolo di storia del capitalismo liberale e della lotta di classe”. In queste parole c’è la speranza per “l’ora del risveglio dei tecnici”, ma forse le sue speranze saranno se non tutte, almeno in gran parte disattese, anche oggi.
Finora i tecnici valenti avevano sentito oscuramente la dignità che loro deriva dalla severità del loro compito. Avevano lavorato in silenzio, attratti dalla bellezza dell’idea, contenti di servirla in umiltà, modesti nel tenor di vita, lontani dalla vita pubblica che essi vedevano svolgersi in forme troppo discordanti dal loro temperamento […] Che la tecnica contribuisse ogni giorno ad accrescere il benessere dell’umanità. a liberarla dal peso delle dure ed estenuanti fatiche, a consentirle in misura sempre più larga l’attività spirituale, era ben risaputo; ma il merito e il compenso andavano agli organizzatori della finanza, agli amministratori, ai legislatori. Spariva dietro di loro l’esercito oscuro di ingegneri, di costruttori, di operai, al cui sacrificio quotidiano e tenace tutto quel bene è realmente dovuto. [… per] promuovere in sostanza nell'ambito della tecnica lo sviluppo del pensiero filosofico, affinché i tecnici prendano coscienza di sé e del proprio compito, e gli altri incontrino un linguaggio che li porti a comprendere e ad affermare con riverenza le ragioni ideali di quel compito.  


domenica 17 maggio 2020

L'idea del Theatro

Così scrive Giulio Camillo:

"Ma per dar (per così dir) ordine all'ordine con tal facilita, che facciamo gli studiosi come spettatore, mettiamo loro davanti le dette sette misure sostenute dalle misure de sette pianeti in spettaculo, o dir vogliamo in Theatro distinto per sette salite. Et perche gli  antichi Theatri erano talmente ordinati, che sopra i gradi allo spettaculo piu vicini sedevano i piu honorati: poi di mano in mano sedevano ne gradi ascendenti quelli, che erano di menor dignità, talmente, che ne supremi gradi sedevano gli artefici, in modo che i piu vicini gradi a piu nobili erano assegnati, si per la vicinità dello spettaculo, come ancora perche dal fiato de gli artefici non fossero offesi: noi seguendo l'ordine della creation del mondo, faremo seder ne primi gradi le cose piu semplici, o piu degne, o che possiamo imaginar esser state per la disposition divina davanti alle altre cose create. Poi collocheremo di grado in grado quelle, che appresso sono seguite, talmente; che nel settimo; cioè nell'ultimo grado superiore; sederanno tutte le arti et facultà, che cadano sotto precetti, non per ragion di viltà, ma per ragion di tempo, essendo quelle, come ultime da gli huomini state ritrovate. Nel primo grado adunque si vedranno sette porti dissimili, percioche ciascun Pianeta in figura humana sarà dipinto sopra la porta della a lui destinata colonna, salvo che alla colonna del Sole: impercioche essendo quello il piu nobil luogo di tutto il Theatro, vogliamo, che quello Apollo, ilqual dovrebbe per sua ragione esser dipinto in pari grado con gli altri, ceda al conivio della latitudine de gli Enti, che è imagine della divinità. Adunque sotto la porta di ciascun pianeta saranno conservate tutte le cose appartenenti così alla misura del sopraceleste suo corrispondente, come a quelle che appartengono ad esso pianeta, et alle fintion de Poeti intorno a quello, si come diremo hora particolarmente di ciascuno."

L'intero testo dell'Idea del Theatro di Giulio Camillo Delminio si trova in LiberLiber.

lunedì 13 aprile 2020

Efficacia in Platone


Efficacia / efficace
1 ἐνεργητικός, 2 ἐνεργός, 3 δυνατός

SOCRATE: Vi sono poi altre arti che realizzano per intero il loro scopo mediante il discorso, e che di attività pratica non hanno per così dire alcun bisogno, o un bisogno del tutto marginale, come ad esempio l'aritmetica, la scienza del calcolo, la geometria, la scienza del gioco della scacchiera e molte altre arti, alcune delle quali hanno la parte teorica pressoché equivalente a quella pratica, mentre la maggior parte di esse prevede più discorsi che attività pratica, e la loro azione e la loro efficacia si realizza interamente per mezzo di discorsi. Mi pare che tu stia dicendo che la retorica è una di queste. (Platone, Gorgia)

TIMEO: Con quanta gioia, o Socrate, come se riposassi dopo un lungo cammino, mi libero ora volentieri del corso del ragionamento. Quel dio, nato un tempo nella realtà e ora nato da poco a parole, io prego che ci garantisca la conservazione, tra tutto ciò che è stato detto, di quelle cose che sono state dette con misura, e se, senza avvedercene, dicemmo qualcosa di stonato su di loro, di infliggere la giusta pena. Ma giusta punizione è rendere intonato colui che stona; affinché dunque in futuro facciamo discorsi corretti sull'origine degli dèi, preghiamo di fornirci la conoscenza, potentissimo ed efficacissimo tra i rimedi. Dopo aver così pregato, lasciamo, conformemente a quanto convenuto, il seguito del ragionamento a Crizia. (Platone, Timeo)

SOCRATE Prova, allora, a metterla così. Poniamo che mentre siamo lì lì per fuggire di qui (o comunque vogliamo chiamare questa cosa) venissero le leggi e la città tutta, si piazzassero davanti a noi e ci chiedessero: “Dimmi, Socrate, che cosa hai in mente di fare? Quale può essere il tuo intento, con questo gesto, se non di fare quanto ti è possibile per distruggere noi, le leggi, e la città intera?... O pensi che possa sopravvivere, e non essere sovvertita, una città in cui le sentenze pronunciate non hanno efficacia, e possono essere invalidate e annullate da privati cittadini?”. Cosa rispondere, o Critone, a queste o simili domande? Certo, ci sarebbe molto da dire (più di tutti ci riuscirebbe un retore) in difesa della legge che violerei, che impone che le sentenze pronunciate abbiano vigore. Preferiremo forse dare loro una risposta del tipo “la città ci ha fatto un’ingiustizia, emettendo una sentenza scorretta”? Diremo questo, o che altro? (Platone, Critone)

«Supponi dunque», continuai, «che anche noi, per quanto ci era possibile, facessimo un lavoro del genere quando sceglievamo i soldati e li educavamo nella musica e nella ginnastica; pensa che il nostro unico scopo era di persuaderli ad accogliere in sé nel miglior modo possibile le leggi come una tintura, affinché la loro opinione sulle cose temibili e sulle altre diventasse indelebile grazie alla natura e all'educazione adeguata che avevano ricevuto, e la loro tintura non fosse slavata da questi detersivi tanto efficaci a cancellare: il piacere, che nel produrre tale effetto è più potente di qualsiasi calestrea o lisciva, il dolore, la paura, il desiderio, più forti di qualsiasi altro sapone. Questa facoltà di salvaguardare pienamente l'opinione corretta e legittima su ciò che temibile e ciò che non lo è, io la chiamo e la considero coraggio, se tu non hai nulla da obiettare». (Platone, Repubblica)

«Allora tu», continuai, «che sei il loro legislatore, sceglierai le donne così come hai scelto gli uomini, in modo da unire persone il più possibile simili per natura; ed essi, avendo case e pasti in comune, dal momento che nessuno possiede niente del genere a titolo personale, vivranno assieme e frequentandosi nei ginnasi e nelle restanti attività educative saranno indotti da una necessità innata ad accoppiarsi. Non ti sembra che stia enunciando una conseguenza necessaria?» «Sì », rispose, «una conseguenza dettata da necessità non geometriche, ma erotiche, che probabilmente ha più efficacia dell'altra nel persuadere e sedurre il volgo!». (Platone, Repubblica)

«Ma il discorso attuale», insistetti, «rivela che questa facoltà insita nell'anima di ciascuno e l'organo che permette di apprendere devono essere distolti dal divenire assieme a tutta l'anima, così come l'occhio non può volgersi dalla tenebra alla luce se non assieme all'intero corpo, finché non risultino capaci di reggere alla contemplazione dell'essere e della sua parte più splendente; questo, secondo noi, è il bene. O no?» «Sì ».«Può quindi esistere», proseguii, «un'arte della conversione, che insegni il modo più facile ed efficace di girare quell'organo. Non si tratta di infondervi la vista, bensì , presupponendo che l'abbia, ma che non sia rivolto nella giusta direzione e non guardi là dove dovrebbe, di adoperarsi per orientarlo da questa parte».
(Platone, Repubblica)

«Qual è?» «Poiché la città», risposi, «è stata divisa in tre parti alle quali corrisponde una tripartizione anche nell'anima di ogni individuo, a mio parere si potrà accettare anche un'altra dimostrazione». «Quale?» «Questa. Se le parti sono tre, mi pare che siano tre anche i piaceri, ognuno proprio di ciascuna parte; lo stesso vale per i desideri e le cariche». «Che cosa vuoi dire?», domandò. «La prima parte, lo ripetiamo, era quella con cui l'uomo apprende, la seconda quella per cui prova gli impulsi; quanto alla terza, a causa della sua molteplicità non abbiamo saputo definirla con un nome appropriato, ma l'abbiamo denominata in base al suo carattere più importante ed efficace: l'abbiamo chiamata concupiscibile, per l'intensità dei desideri relativi ai cibi, alle bevande, ai piaceri amorosi e a tutti gli altri che si accompagnano a questi, e avida di ricchezze, perché questi desideri vengono soddisfatti soprattutto grazie al denaro». (Platone, Repubblica)


François Jullien, tra Cina e Occidente



Trattato dell'efficacia, François Jullien. Giulio Einaudi Editore ...

Pensare l'efficacia in Cina e in Occidente eBook: Jullien ...

Copertina anteriore

Per essere efficaci: modellizzare 
Fatto questo preambolo, e chiarita così la prospettiva in cui
mi muovo, mi soffermerò stasera specificamente su una
questione, le cui ricadute penso vi riguardino da vicino, in
quanto impegnati in funzioni di gestione aziendale e
management: la questione dell’efficacia. Per cogliere come i
greci (e noi per eredità) da una parte, i cinesi dall’altra
abbiano potuto concepire in maniera differente ciò che in
prima istanza definirei, in termini comuni, l’efficacia o la
strategia. Trattandosi di un punto sul quale il faccia-a-faccia
fra le due culture può essere stabilito con facilità, le due
concezioni dell’efficacia, greca e cinese, possono scrutarsi e
illuminarsi a vicenda, o in altri termini riflettersi l’una
nell’altra. A mio parere, la modalità greca di concepire
l’efficacia può essere così riassunta: per essere efficace, io
costruisco una forma modello, ideale, di cui traccio un piano
e che mi pongo come obiettivo; poi inizio ad agire in base al
piano e in funzione dell’obiettivo. Si ha, quindi, prima la
modellizzazione, la quale poi invoca la propria applicazione.
Ciò conduce il pensiero classico europeo a concepire
l’intervento congiunto di due facoltà: l’intelletto che, come
dice Platone, “concepisce in vista del meglio” (che è la forma
ideale); poi la volontà che si impegna per fare entrare la forma
ideale, progettata, nella realtà.  
[...] Ispirata a questa preoccupazione di base – fare crescere –, su
cui continua a ritornare, l’efficacia cinese si caratterizza
dunque soprattutto per due termini: essa opera in maniera
indiretta e discreta, attraverso l’influsso, come la natura.
Mentre il rapporto mezzo-fine conduce a pensare l’efficacia
– per esempio in Clausewitz – come la via “più corta” per
giungere al fine perseguito, l’efficacia cinese è indiretta in
quanto procede dai fattori favorevoli, o che vengono resi tali,
come conseguenza implicita, e non da un qualsiasi progetto.
Il carattere indiretto riguarda il fatto che non ci si aspetta alcun
effetto reale, effettivo, se non inserito nel corso di un
processo e passante per esso. Così avviene quando si sarchia
alla base di una pianta per farla crescere. “Fare crescere”: un
tale fare, per faticoso che sia, non rappresenta altro che
l’appoggio, non soffocante, di una crescita che si dispiega da
sé. Favorire ciò che mi è favorevole, si è detto, e allora
l’effetto procederà dalla situazione stessa. Non sarò più io che
pianifico e voglio, ma sono le condizioni coinvolte,
opportunamente sfruttate, che condurranno al risultato; in
altri termini, lavoreranno per me. All’inizio c’è il soggetto o
la situazione: il pensiero cinese parte dalla situazione
piuttosto che dall’Io-soggetto.
(F. Jullien, Pensare l'efficacia in Cina e in Occidente, Roma-Bari : Laterza, 2006)

domenica 5 aprile 2020

La tecnica in Carlo Marx

Lo sviluppo della forza produttiva del lavoro si ripercuote anche sul capitale originario ossia sul capitale che già si trova nel processo di produzione. Una parte del capitale costante in funzione consiste in mezzi di lavoro, come macchinario ecc., che vengono consumati e quindi riprodotti o sostituiti con nuovi esemplari dello stesso tipo soltanto in periodi di una certa lunghezza. Ma ogni anno una parte di questi mezzi di lavoro decade o raggiunge il termine della sua funzione produttiva: quindi una parte dei mezzi di lavoro si trova, anno per anno, nello stadio della riproduzione periodica o della sua sostituzione con nuovi esemplari dello stesso tipo. Se la forza produttiva del lavoro si è ampliata al luogo d’origine di questi mezzi di lavoro — ed essa si sviluppa continuamente nel corso ininterrotto della scienza e della tecnica —, alle vecchie macchine subentrano macchine, strumenti, apparecchi ecc. più efficienti e, considerato il volume dei loro servizi, più a buon mercato. Il vecchio capitale viene riprodotto in una forma più produttiva, fatta astrazione dai continui cambiamenti di dettaglio dei mezzi di lavoro esistenti. L’altra parte del capitale costante, materie prime e materiali ausiliari, viene rinnovata continuamente durante l’anno; quella che proviene dall'agricoltura, per lo più annualmente. Dunque qui ogni introduzione di metodi migliori ecc. opera quasi contemporaneamente sul capitale addizionale e sul capitale già funzionante. Ogni progresso della chimica moltiplica non solo il numero delle materie utili e le applicazioni pratiche di quelle già conosciute estendendo quindi, mentre cresce il capitale, anche le sue sfere d’investimento; ma insegna contemporaneamente a rilanciare nel ciclo del processo di riproduzione gli escrementi del processo di produzione e di consumo, e crea quindi nuova materia di capitale senza precedente esborso di capitale. Scienza e tecnica costituiscono quindi una potenza dell’espansione del capitale indipendente dalla grandezza data del capitale in funzione, allo stesso modo dell’aumento dello sfruttamento della ricchezza naturale mediante il semplice elevamento della tensione della forza-lavoro. Questa potenza si ripercuote contemporaneamente su quella parte del capitale originario che è entrata nel suo stadio di rinnovamento. Nella sua nuova forma il capitale s’incorpora gratis il progresso sociale compiuto mentre agiva la sua vecchia forma. Certo, questo sviluppo della forza produttiva è anche accompagnato da un deprezzamento parziale dei capitali in funzione. Quando questo deprezzamento si fa sentire acutamente per via della concorrenza, il peso principale ne cade sull'operaio, poiché il capitalista cerca un indennizzo aumentando lo sfruttamento di quest’ultimo.

Karl Marx, Il capitale, Libro I, capitolo 22.

The Existential Pleasure of Engineering

La prima parte del libro The Existential Pleasure of Engineering commentata ed evidenziata nei suoi tratti essenziali è presente tra i materiali del portale della didattica.

venerdì 3 aprile 2020

Già negli anni '30 del Novecento

Amazon.it: Filosofia della tecnica. - Federico Dessauer - Libri

Finora i tecnici valenti avevano sentito oscuramente la dignità che loro deriva dalla severità del loro compito. Avevano lavorato in silenzio, attratti dalla bellezza dell’idea, contenti di servirla in umiltà, modesti nel tenor di vita, lontani dalla vita pubblica che essi vedevano svolgersi in forme troppo discordanti dal loro temperamento […] Che la tecnica contribuisse ogni giorno ad accrescere il benessere dell’umanità. a liberarla dal peso delle dure ed estenuanti fatiche, a consentirle in misura sempre più larga l’attività spirituale, era ben risaputo; ma il merito e il compenso andavano agli organizzatori della finanza, agli amministratori, ai legislatori. Spariva dietro di loro l’esercito oscuro di ingegneri, di costruttori, di operai, al cui sacrificio quotidiano e tenace tutto quel bene è realmente dovuto. [… per] promuovere in sostanza nell'ambito della tecnica lo sviluppo del pensiero filosofico, affinché i tecnici prendano coscienza di sé e del proprio compito, e gli altri incontrino un linguaggio che li porti a comprendere e ad affermare con riverenza le ragioni ideali di quel compito.

(F. DESSAUER, Filosofia della tecnica (1927), Morcelliana, Brescia, 1933, Introduzione di Arturo Danusso, pp. VI-VIII)

Un altro libro per orientarci... e una parola

Ontology in the Aec Industry: A Decade of Research and Development ...

Ontology in the Aec Industry: A Decade of Research and Development in Architecture, Engineering, and Construction,  a cura di Raja R. A. Issa e Ivan Mutis, 2015 





lunedì 30 marzo 2020

Un supporto al corso

Per meglio entrare nella dimensione della filosofia può essere utile fare riferimento al libro Il filosofo tascabile di Armando Massarenti che in maniera del tutto scanzonata, ma al tempo stesso rigorosa, passa in rassegna 44 ritratti di altrettanti filosofi, dai presocratici a Wittgenstein.


Sempre di Armando Massarenti è disponibile la Filosofia portatile, una trilogia di "nani" che comprende anche Il filosofo tascabile.

Filosofia portatile eBook: Massarenti, Armando: Amazon.it: Kindle ...

giovedì 26 marzo 2020

I grandi temi della filosofia

Alcuni anni fa è stato pubblicato nelle edizioni del Sole 24 Ore il volume di Nigel Warburton, sui Grandi temi della filosofia: questo l'indice.

Risultato immagini per Nigel Warburton, Filosofia
Nigel Warburton, Filosofia. I grandi temi, Milano : il Sole 24 Ore, 2007

Ora questo libro è disponibile presso l'editore Einaudi:
Nigel Warburton, Il primo libro di filosofia, Torino: Einaudi, 2014.

INDICE

INTRODUZIONE 11
l. LA FILOSOFIA E LA SUA STORIA 12
2. PERCHÉ STUDIARE LA FILOSOFIA? 14
3. LA VITA SOTTO ESAME 14
4. IMPARARE A PENSARE . 16
5. PIACEVOLEZZA DELLA FILOSOFIA 16
6. LA FILOSOFIA È DIFFICILE? 17
7. l LIMITI DELLA FILOSOFIA 18
8. COME USARE QUESTO LIBRO 19

l. DIO 21
l. L' ARGOMENTO TELEOLOGICO 22
2. CRITICHE ALL'ARGOMENTO TELEOLOGICO 24
3. IL PRINCIPIO ANTROPICO 27
4. CRITICA AL PRINCIPIO ANTROPICO 28
5. L' ARGOMENTO COSMOLOGICO 29
6. CRITICHE ALL'ARGOMENTO COSMOLOGICO 30
7. L' ARGOMENTO ONTOLOGICO 32
8. CRITICHE ALL'ARGOMENTO ONTOLOGICO 33
9. CONOSCENZA , DIMOSTRAZIONE ED ESISTENZA DI DIO - 35
10. IL PROBLEMA DEL MALE 36
11. TENTATIVI DI SOLUZIONE DEL PROBLEMA DEL MALE - 37
12. L'ARGOMENTO DEL LIBERO ARBITRIO  39
1 3 . CRITICHE ALL'ARGOMENTO DEL LIBERO ARBITRIO 40
1 4 . L'ARGOMENTO DEI MIRACOLI 44
1 5 . HUME E l MIRACOLI 45
1 6. L'ARGOMENTO DEL GIOCATORE D ' AZZARDO: LA SCOMMESSA DI PASCAL 49
1 7 . CRITICHE ALL'ARGOMENTO DEL GIOCATORE 5 1
1 8 . CONCEZIONE NON-REALISTA DI DIO 52
1 9 . CRITICHE ALLA CONCEZIONE NON-REALISTA DI DIO _ 53
20 . MORTE 56
21 . CRITICA DI EPICURO 5 8
22. NOIA DELL'IMMORTALITÀ
23 . CRITICA DELL'ARGOMENTO BASATO SULLA NOIA DELL' IMMORTALITÀ 59
24 . CONCLUSIONE 60

Il . GIUSTO E SBAGLIATO 6 1
l . TEORIE DEONTOLOGICHE 62
2 . ETICA CRISTIANA · 62
3 . CRITICHE ALL'ETICA CRISTIANA 64
4. ETICA KANTIANA 66
5 . CRITICHE ALL'ETICA KANTIANA 7 1
6. CONSEQUENZIALISMO 74
7 . UTILITARISMO 74
8 . CRITICHE ALL'UTILITARISMO 75
9. UTILITARISMO NEGATIVO 80
10. CRITICA ALL'UTILITARISMO NEGATIVO 81
11. UTILITARJSMO DELLA REGOLA 82
12. TEORIA DELLE VIRTÙ 83
13. CRITICHE ALLA TEORIA DELLE VIRTÙ 85
14. ETICA APPLICATA 86
15. ETICA E METAETICA 90
16. NATURALISMO 91
17. CRITICHE AL NATURALISMO 92
18. RELATIVISMO 94
19. CRITICHE AL RELATIVISMO MORALE 96
20 . EMOTIVISMO 97
21 . CRITICHE ALL' EMOTIVISMO 98
22. CONCLUSIONE . 100

III . POLITICA 101
l. UGUAGLIANZA 10 1
2. UGUAGLIANZA NELLA DISTRIBUZIONE DEL DENARO _ 103
3. CRITICHE ALL'UGUAGLIANZA NELLA DISTRIBUZIONE DEL DENARO . 104
4. UGUAGLIANZA DELLE OPPORTUNITÀ DI LAVORO 107
5. DISCRIMINAZIONE INVERSA 108
6. CRITICHE ALLA DISCRIMINAZIONE INVERSA 109
7. UGUAGLIANZA POLITICA : DEMOCRAZIA 111
8. DEMOCRAZIA DIRETTA 112
9. DEMOCRAZIA RAPPRESENTATIVA 113
10. CRITICHE ALLA DEMOCRAZIA 113
11. LIBERTÀ 116
12. L IBERTÀ NEGATIVA 116
13. CRITICHE ALLA LIB ERTÀ NEGATIVA 117
14. LIBERTÀ POSITIVA 118
15. LIBERTÀ DI PAROLA 119
16. CRITICHE A MILL SULLA LIBERTÀ DI PAROLA 121
17. LA PUNIZIONE 123
18. PUNIZIONE COME DISTRIBUZIONE 123
19. CRITICHE AL RETRIBUTIVISMO 124
20 . DETERRENZA 125
21 . CRITICHE ALLA DETERRENZA 126
22. PROTEZIONE DELLA SOCIETÀ 127
23. CRITICHE ALLA CONCEZIONE DELLA PUNIZIONE COME PROTEZIONE DELLA SOCIETÀ 127
24 . RIEDUCAZIONE 128
25 . CRITICHE ALLA CONCEZIONE DELLA PUNIZIONE COME CORREZIONE 129
26. DISOBBEDIENZA CIVILE 130
27 . CRITICHE ALLA DISOBBEDIENZA CIVILE 133
28 . CONCLUSIONE 135

IV. lL MONDO ESTERNO 1 36
l . REALISMO DEL SENSO COMUNE 1 36
2 . SCETTICISMO E TESTIMONIANZE DEI SENSI 1 37
3 . L'ARGOMENTO · DELL'ILLUSIONE 1 38
4. CRITICA ALL'ARGOMENTO DELL'ILLUSIONE 1 39
5 . SOGNI 1 40
6. ALLUCINAZIONI 1 42
7 . MEMORIA E LOGICA 1 44
8 . «PENSO DUNQUE SONO» 1 46
9 . CRITICA AL COGITO . 1 46
1 0 . REALISMO RAPPRESENTATIVO 1 47
1 1 . CRITICHE AL REALISMO RAPPRESENTATIVO 1 49
1 2 . IDEALISMO . 1 5 1
1 3 . CRITICHE ALL'IDEALISMO 1 52
14. FENOMENISMO 1 56
1 5 . CRITICHE AL FENOMENISMO 1 57
1 6 . REALISMO CAUSALE . 1 58
1 7 . CRITICHE AL REALISMO CAUSALE 1 60
1 8 . CONCLUSIONE 1 6 1

V. LA SCIENZA 1 62
l . LA CONCEZIONE INGENUA DEL METODO SCIENTIFICO - 1 63
2 . CRITICHE ALLA CONCEZIONE INGENUA DELLA SCIENZA - 1 64
3. IL PROBLEMA DELL' INDUZIONE 168
4. INFERENZA ALLA MIGLIORE SPIEGAZIONE 170
5. UN ALTRO ASPETTO DEL PROBLEMA DELL' INDUZIONE _ 1 72
6. TENTATIVI DI SOLUZIONE DEL PROBLEMA
DELL' INDUZIONE 174
7. FALSIFICAZIONISMO: CONGETTURA E CONFUTAZIONE _ 176
8. CRITICHE AL FALSIFICAZIONISMO 180
9. SCIENTISMO 184
10. CRITICHE ALLO SCIENTISMO 184
11. CONCLUSIONE 185

VI. LA MENTE 186
l. FILOSOFIA DELLA MENTE E PSICOLOGIA 186
2. IL PROBLEMA MENTE!CORPO 187
3. ZOMBI 188
4. DUALISMO 189
5. CRITICHE AL DUALISMO 190
6. DUALISMO SENZA INTERAZIONE 193
7. FISICALISMO 195
8. LA TEORIA DELL' I DENffiÀ DEI TIPI 195
9. CRITICHE ALLA TEORIA DELL' IDENTITÀ DEI TIPI 197
10. TEORIA DELL' IDENTITÀ DELLE OCCORRENZE 20 1
11. CRITICA ALLA TEORIA DELL' IDENTITÀ DELLE OCCORRENZE 202
1 2. COMPORTAMENTISMO 203
1 3 . CRITICHE AL COMPORTAMENTISMO 204
1 4 . FUNZIONALISMO 208
1 5 . CRITICA AL FUNZIONALISMO 209
1 6 . ALTRE MENTI 2 1 1
1 7 . L'ARGOMENTO PER ANALOGIA 2 1 2
1 8 . CRITICA ALL'ARGOMENTO PER ANALOGIA 2 1 3
1 9 . CONCLUSIONE 2 1 4

VII . L'ARTE 2 1 6
l . Si PUÒ DEFINIRE L'ARTE? 2 1 7
2 . LA CONCEZIONE DELLE SOMIGLIANZE DI FAMIGLIA 2 1 7
3 . CRITICA ALLA CONCEZIONE DELLE SOMIGLIANZE DI FAMIGLIA 2 1 8
4 . LA TEORIA DELLA FORMA SIGNIFICANTE 2 1 9
5 . CRITICHE ALLA TEORIA DELLA FORMA SIGNIFICANTE 220
6. LA TEORIA IDEALISTICA 222
7 . CRITICHE ALLA TEORIA IDEALISTICA 223
8 . LA TEORIA ISTITUZIONALE 224
9. CRITICHE ALLA TEORIA ISTITUZIONALE 226
10. CRITICA 229
1 1 . ANTI-INTENZIONALISMO 229
1 2 . CRITICHE ALLA CONCEZIONE ANTI·INTENZIONALISTA 230
1 3 . ESECUZIONE, INTERPRETAZIONE , FEDELTÀ 232
1 4 . FEDELTÀ STORICA DELL'ESECUZIONE 233
1 5 . CRITICHE ALL'IDEA DELLA FEDELTÀ STORICA DELL'ESECUZIONE 234
1 6 . FALSIFICAZIONI E VALORE ARTISTICO 235
1 7 . CONCLUSIONE 240

domenica 22 marzo 2020

STEP #02

Tracciare una "storia" del termine che si sta analizzando cercando di studiarne le origini: per fare ciò potrà essere utile rintracciare le sue origini nella lingua latina.
Per esempio "progetto" nasce dal latino pro-iectare (e ancora pro-icere) che vuol dire gettare in avanti.... Con un po' di fantasia si può scrivere una storia. Si ricorda che i termini assegnati hanno il loro punto di partenza dal linguaggio e dai concetti dell'ingegneria (in senso lato) e che compito di questo corso è di "lanciare un ponte" verso la filosofia, nella sua funzione ermeneutica.

Come ha affermato Jonathan Gottschall nel suo libro The Storytelling Animal (L'istinto di narrare, Torino : Bollati Boringhieri, 2018) ci distinguiamo dalla altre specie animali proprio per la nostra (fantastica) capacità narrativa, e non solo per la tecnica. Tutto ciò ci ha permesso (sinora) di non estinguarci.

giovedì 12 marzo 2020

Primi materiali per il corso

Onde permettere a tutti gli studenti, sin d'ora di cominciare ad orientarsi nel corso, e mancando ancora un libro di testo di riferimento (che sto finendo di preparare per l'editore) sono stati caricati sul portale della didattica i primi materiali e in particolare i testi (in inglese) dei seminari realizzati dalla Royal Academy of Engineering appunto sul tema.
E' stato anche messo a disposizione il testo degli appunti del prof.  Franco Trabattoni su "etica e tecnica in Platone".
Presto seguiranno istruzioni, commenti e naturalmente altro materiale. Buona lettura.